vale's profilePotrete ingannare tutti ...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    May 29

    La miglior truffa del secolo

    coppa
    TARANTO - Aveva presentato un certificato medico che attestava la sua cecità totale, ed era stato assunto come centralinista al carcere di Taranto. E lì ha lavorato tranquillamente per ventiquattro anni. Peccato, però, che ci vedesse benissimo. Qualcuno se n'è accorto, ed è stato scoperto e denunciato per truffa aggravata ai danni dello Stato.

    Il protagonista della vicenda è un uomo di 45 anni, assunto dall'amministrazione penitenziaria nel 1984. I carabinieri della compagnia di Taranto hanno accertato che l'uomo ha la patente di guida e anche che, di recente, ha acquistato una moto di grossa cilindrata.

    Un risvolto curioso ha caratterizzato l'attività investigativa: in una circostanza, l'uomo è stato filmato mentre sfogliava il giornale. I militari - così riferiscono gli inquirenti - hanno poi scoperto che si era soffermato su un articolo dal titolo: "A me gli occhi!".

    Il reato di falso per il medico che firmò la certificazione che attestava la cecità totale del centralinista è - secondo quanto reso noto - ormai prescritto.
    May 26

    La brutta Italia a Cannes

    AFFICHE-CANNES-2008_0
    Riporto un articolo interessante e molto condivisibile di Rondolino su La Stampa di oggi.
     
    LA BRUTTA ITALIA VINCE A CANNES
    Vincono a Cannes due film italiani che, a prima vista, rappresentano quella che possiamo chiamare «la brutta Italia». Con «Gomorra», tratto dal libro omonimo di Roberto Saviano, Matteo Garrone ci mostra l’azione tentacolare della camorra in tutti gli aspetti della realtà sociale, economica e politica napoletana. Con «Il divo» Paolo Sorrentino ripercorre la storia d’Italia del Dopoguerra nei suoi lati oscuri e nei risvolti mafiosi attraverso la figura emblematica di Giulio Andreotti. Due film, come non se ne vedevano da anni, in cui i problemi di fondo della nostra società sono visti e rappresentati con quell’occhio critico che possedevano i grandi registi del neorealismo, senza falsi pudori e un certo coraggio.

    Ma è poi vero che essi ci mostrano «la brutta Italia»? O non piuttosto il bisogno di guardare in faccia alla realtà? Certamente, a uno sguardo superficiale, tanto «Gomorra» quanto «Il Divo» fanno vedere ciò che molti preferirebbero non vedere: scavano dietro le apparenze, entrano nel vivo delle coscienze, scoprono il lato oscuro del nostro vivere sociale. Ma non è forse questo atteggiamento cosciente, questa ricerca della verità, ciò che occorre oggi per uscire dal torpore e dall’indifferenza che rischiano di sommergerci? In altre parole, non sono questi due film, molto più di altri, a mostrarci i lati positivi della «bella Italia»?
     
    May 23

    Marco Travaglio su Bruno Vespa

     
     
    May 19

    Domenica da leoni

    04dfg
    Questa immagine coglie perfettamente lo spirito interista dopo la giornata di ieri.
    Vincere lo scudetto non è cosa mai banale, scontata. E' arrivato nel modo più sofferto ma alla fine è arrivato.
    Il vero capolavoro rimane vedere il Milan in Uefa il prossimo anno. Saranno interessantissime le interviste di Galliani nei dopo partita della Uefa su La7. Non me ne vorrò perdere una. Mi raccomando Miche, il prossimo anno il giovedì non prendere impegni: tutti da me a vedere la Uefa.
    May 15

    Mancavano solo le intercettazioni

    reuters104773232705195351_big
    Raccolgo la segnalazione di Rena e riporto la notizia.
    Pare che alcuni dipendenti dell'Inter (mister, giocatori e dipendenti vari) siano stati intercettati mentre parlavano al telefono con un certo Domenico Brescia, l'ex sarto di alcuni nerazzurri, con precedenti per omicidio, associazione mafiosa, rapina e droga. Uno di quei bei personaggini da tenere alla larga. Secondo il giudice nulla di penalmente rilevante, però la notizia fa giustamente scalpore. Il contenuto delle telefonate non è stato reso noto, tranne uno scambio di battute tra il Mancio e questo Brescia. Io ormai non so più che dire, basta solo che si perde pure lo scudetto domenica e poi la frittata è fatta.
    May 13

    Schifani & Schifezze

    Schifani
    046
    Schifezza I: Vedo che l'argomento Inter in questi giorni ispira molti miei amici. Io rimango del parere che per come è stato gestito il finale di stagione sarebbe giusto perdere lo scudetto. Forse lo vinceremo, o forse no; cmq finirà è chiaro che ormai Mancini non ha più ragione di esistere sulla panchina dell'Inter. Il derby contro il Milan e le sue dichiarazioni post-partita gridano ancora oggi vendetta. L'importante è che la banda Galliani-Berlusca rimanga in Uefa.
    Schifezza II: Sulla querelle Travaglio - Schifo non posso non fare una considerazione. In un paese normale tutti i benpensanti si sarebbero occupati di dire se Travaglio ha raccontato palle da Fazio oppure no; dai noi accade invece che i fatti spariscono e si invocano censure contro chi ha il coraggio di denunciare tali fatti. Pazienza, l'importante è che gente come Travaglio continui a esistere e a lottare con noi!
     
    May 09

    Habemus Berlusconi IV

    carfregna_web
    Da ieri abbiamo ufficialmente il nuovo governo.
    Citando solo i migliori:
    - alle Riforme va Bossi e non è ancora chiaro se intenda farle con o senza il fucile
    - alle Politiche Agricole va Luca Zaia, ministro senza patente, gliela ritirò la polizia perchè sfrecciava ai 200 all'ora in autostrada
    - all'Ambiente va la Prestigiacomo, ma che c'entra con l'ambiente?
    - alla Giustizia un certo Angelino Alfano, ex segretario di Berlusconi e con questo ho detto tutto
    - ai Beni Culturali il poeta ed ex sindaco comunista Sandrone Bondi
    - allo Sviluppo Economico (ma quale?) va Scajola, autore della celebre frase ("Marco Biagi era solo un avido rompicoglioni")
    - ai Rapporti col Parlamento va addirittura Elio Vito, l'uomo che vive di luce riflessa e che interrompe chiunque stia parlando al posto suo
    - alla Semplificazione Legislativa (?) va Calderoliiiii, sì sì proprio lui!!!! ah ah ah ah ah ah!!! Su di lui non ho altro da aggiungere
    - all'Attuazione del Programma c'è Rotondi, ex Dc, che alle ultime elezioni ha preso lo 0,6%. Sarà dura accorgersi che fa parte di questo governo
    - per ultima, ma prima nel mio cuore, c'è Mara Carfagna (ritratta poco sopra). Ex valletta di Mengacci e Magalli (mica gli ultimi arrivati), le hanno dato le Pari Opportunità ma a nessuno fotte niente di quel che farà. L'importante è che in questi 5 anni si veda il più possibile, ce li renderà meno strazianti. Che donna! Io la amo.
    Per chiudere, i pregiudicati sono 2 (Bossi e Maroni), gli imputati 3 (Fitto, Calderoli e Matteoli) e poi Berlusconi, che come al solito fa gara a sè. Facendo un rapido conto il 27% dei nuovi ministri ha problemi con la giustizia. Non male, nemmeno a Scampia la percentuale è così alta.
    May 08

    L'uso politico di Ronaldinho

    ansa92899962611135538_big
    "Ronaldinho al Milan? Io spero di sì, penso di sì" (Silvio Berlusconi, Ansa, 5 aprile 2008, prima delle elezioni)

    "'Vedremo, speriamo'. Così Silvio Berlusconi, che ieri sera è intervenuto alla festa dei Circoli del Buongoverno, ha risposto a una domanda sull'acquisto o meno del fantasista brasiliano del Barcellona, Ronaldinho. A Berlusconi è stato anche detto che i tifosi si attendono l'arrivo del fuoriclasse brasiliano: 'Bene, anch'io', è stata la risposta" (Silvio Berlusconi, Ansa, 8 aprile 2008, prima delle elezioni)

    "Una bellissima notizia mi è arrivata durante Porta a Porta: Ronaldinho ha dichiarato che se il Barcellona lo venderà l'unica squadra in cui è disposto ad andare è il Milan campione del mondo" (Silvio Berlusconi al comizio finale del Pdl prima delle elezioni, Ansa, 10 aprile 2008)

    "Ronaldinho ha dichiarato che se dovesse cambiare squadra, lo chiederà al Barcellona e verrà solo al Milan" (Ansa, 10 aprile 2008, prima delle elezioni).
    "
    Ronaldinho? Per ora è arrivato solo il fratello che ieri sera mi ha portato a casa una maglia di Ronaldinho con una cara dedica" (Silvio Berlusconi, Ansa, 15 aprile 2008, dopo le elezioni)

    "Ronaldinho? Noi siamo ancora desiderosi di averlo e sappiamo che lui vuole il Milan. Però il Barcellona ha presentato una richiesta che tutti considerano eccessiva" (Silvio Berlusconi, Ansa, 23 aprile 2008, dopo le elezioni)

    "Sono sempre stato dubbioso sul fatto che Ronaldinho servisse, a questo punto penso proprio che non ne abbiamo bisogno" (Silvio Berlusconi, Ansa, 4 maggio 2008, dopo le elezioni).
    May 04

    Una domenica buttata

    mancio
    L'intervistatore domanda: "Come mai non ha fatto giocare Balotelli dall'inizio?"
    Mister Mancini ha la sciagurata idea di rispondere: "Mario non ha giocato come altri diffidati perchè in fondo ho sempre pensato che la partita decisiva per la vittoria dello scudetto sarebbe stata la prossima."
    Io mi chiedo: come si fa a dire una cazzata del genere?? Mancini lo sa che oggi si giocava un derby molto sentito e si doveva far di tutto per vincere?? L'Inter ha giocato per un'ora in maniera imbarazzante; poteva dircelo prima che la dava già quasi per persa, almeno andavo al mare.
    May 02

    Chi sarà il prossimo ministro della giustizia?

    berluscloni
    Ci eravamo quasi abituati all'idea di avere, come ministro della Giustizia, Elio Vito. Non era neanche male, il piccolo motorino berlusconiano che interrompe tutti e non lascia parlare nessuno. Soprattutto se si pensa alla nobile tradizione dei Guardasigilli di centrodestra: da Alfredo Mezzolitro Biondi,che firmò un decreto per vietare l'arresto del fratello del premier, all'ingegner Roberto Castelli, esperto in abbattimento di rumori autostradali, sposatosi con rito celtico davanti al druido inneggiando a Odino e sorseggiando sidro. Al loro confronto, persino un Vito sarebbe apparso accettabile. Anche perché, qualunque cosa faccia, non gli può essere imputata. Infatti non vive di vita propria. È un replicante, un berlusclone che ogni mattina viene programmato con uno speciale microchip, caricato con due giri di chiave dietro la schiena e mandato in giro a sparecchiare il Verbo del suo spirito guida. Siccome, chiunque sieda in Via Arenula, a comandare sono Previti e Dell’Utri, Vito pareva l'ideale: l'Elio, fra i gas conosciuti in natura, è il più leggero dopo l'idrogeno: incolore, inodore, chimicamente inerte. L'uomo giusto al posto giusto per la Giustizia. Ma ieri la sua candidatura è mestamente tramontata. Pare che Vito fosse dotato di una personalità ancora troppo robusta, per le esigenze del padrone: la nuova favorita è tale Mariastella Gelmini, la cui vacuità nei dibattiti tv è addirittura superiore a quella di un Frattini. Se dovessero scartare anche lei, sarebbe giocoforza ripiegare su un lombrico, su una muffa o su un lichene. Perché l'indispensabile requisito del Guardasigilli ideale del Cainano, come pure del ministro delle Comunicazioni, è l'assenza totale di spina dorsale e possibilmente di cervello. Il che spiega il fenomeno Gasparri (purtroppo già impegnato, stavolta, come capogruppo al Senato). Ingenuamente, qualche retroscenista aveva ipotizzato per la Giustizia l'avvocata Giulia Bongiorno o l'ex magistrato Alfredo Mantovano. Ma non conoscono il Cainano, che per quel dicastero necessita di uomini pronti, e soprattutto proni, a tutto. Ogniqualvolta salta fuori un suo reato, il ministro glielo deve depenalizzare. Appena si apre un processo suo carico, il ministro glielo deve bloccare. Se poi uno della banda o della famiglia rischia la galera, il ministro glielo deve liberare. Figurarsi se può fidarsi di un'avvocatessa quarantenne in carriera, per giunta dello studio Coppi, che non ha mai chiesto l'arresto dei giudici e ha difeso Andreotti nel processo anziché dal processo. O, peggio ancora, di uno come Mantovano che, non contento di aver fatto il giudice, gli ha pure condannato l'amico Pino Leccisi. Non se ne parla. O un clone o niente. Così alla fine potrebbe tornare il buon Castelli, che già diede buona prova l'altra volta. Esordì con un'intervista memorabile. Domanda: «Lei cosa sa di Giustizia?». Risposta: «Assolutamente nulla». Infatti, illustrando il suo programma al Parlamento, annunciò la riforma del giudice unico e la competenza penale del giudice di pace, ignaro del fatto che le due riforme erano state appena varate dall'Ulivo. Poi osservò che, siccome la Giustizia non funziona, è inutile investirvi risorse. Proseguì avallando senza batter ciglio tutte le leggi vergogna possibili e immaginabili a maggior gloria e impunità del premier e dei suoi cari. Tentò persino di trasferire su due piedi al Tribunale di sorveglianza il giudice Guido Brambilla, che aveva il torto di processare Berlusconi e Previti. Bloccò la nomina di tre magistrati (che avevano vinto un regolare concorso) all'Olaf, Organismo europeo antifrodi; schierò l'Italia contro il mandato di cattura europeo, pretendendo che ne venissero esclusi i reati di corruzione, frode, riciclaggio e altri crimini finanziari (tutti contestati al Cavaliere); cacciò Gian Carlo Caselli da Eurojust per sostituirlo con un amico di Previti; licenziò i giudici del suo ufficio legislativo che avevano osato esprimere parere negativo sulla controriforma delle rogatorie; bloccò le rogatorie del pool di Milano negli Usa per l'inchiesta su Mediaset; sguinzagliò ispezioni nelle Procure più impegnate; varò la demenziale controriforma dell'ordinamento giudiziario e, quando Ciampi gliela bocciò per quattro profili di incostituziona­lità, commentò giulivo: «Poteva andare peggio». In effetti, Ciampi poteva scendere dal Colle e dargli pure due sberle. Ecco: il Cainano, per la Giustizia, sta cercando un altro come lui. E, visto il personale politico del Popolo della libertà provvisoria, non è escluso che lo trovi. (M.T.)