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26 juin

Un uomo ridicolo

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«Quello che accade è ormai evidente a tutti: tra un Csm ispirato anche da magistrati in conflitto di interessi, intecettazioni juke-box sulla linea Napoli-Espresso, e le solite inchieste a orologeria, si sta tentando una complessiva e concertata aggressione giudiziaria contro Silvio Berlusconi, il suo Governo e la maggioranza politica liberamente scelta dagli elettori il 13-14 aprile. Ma gli italiani non ci cascano: e la maggioranza andrà avanti, con il consenso dei cittadini».

L’autore di questa dichiarazione è Daniele Capezzone.
Ve lo ricordate? Era l’ultimo figlioccio di Pannella. Trafila classica: militante semplice, collaboratore di radio radicale, segretario del partito, parlamentare, presidente di commissione, show man da Chiambretti. Poi cade in disgrazia: il ragazzo gli fa ombra, Pannella lo manda a stendere. Niente paura, a Roma basta stare nel giro. E un posto per un ex radicale si trova sempre. Lo nota Berlusconi. Ne vuol fare il nuovo Elio Vito. Capezzone era suo oppositore fino al giorno prima: purgatorio. Un posto in parlamento non glielo dà, ma lo fa portavoce di Forza Italia. Cioé di se stesso. Lavoro talvolta imbarazzante. In teoria il partito non esisterebbe più. Ma Capezzone è contento lo stesso: ha un ruolo e uno stipendio, parla ai media tutti i giorni ed è in pole position per le prossime elezioni. Che vuole di più?

P.S. Capezzone rappresenta perfettamente il servo medio dei nostri tempi. Ha capito che è molto meno faticoso fare il maggiordomo del potere piuttosto che portare avanti faticose e impegnate battaglie. Nel suo nuovo ruolo non dovrà più porsi un problema, mai più indignarsi per qual cosa. In fondo ha scelto semplicemnte una vità più comoda, le briciole che il padrone gli lascerà non mancheranno mai. Ma a livello umano uno così dà il vomito.

25 juin

La metastasi è lui

 
Ecco la feccia (anzi lo dico... la merda) che risale il pozzo.
Ma è giusto così, bene così! Ce lo meritiamo.
Che vergogna essere italiani.
21 juin

La sicurezza all'incontrario

lucchetto
Riporto un interessante articolo di Pino Corrias:
"Comunque la si calcoli la contabilità sulla Sicurezza non torna mai. In Italia ci sono 600 omicidi l’anno, più o meno quanti nella sola città di Los Angeles. Eppure la sensazione diffusa è l’assedio, il campo di battaglia, la perpetua notte dei morti viventi che ci aspetta al di là della soglia di casa, appena oltrepassate le telecamere che ci sorvegliano e ci proteggono. Il volto del sindaco Letizia Moratti, prosciugato dalla tensione, non fa che confermare l’allarme. Non bastano più i 100 mila poliziotti, né i 100 mila carabinieri. Ci vuole l’esercito: 2.500 ragazzi ben armati. Da distribuire come? Uno ogni 3 comuni (che sono 8 mila)?  Ma allora perché non arruolarne 25 mila?

Eppure. Se è davvero la sicurezza a ossessionarci, come mai non altrettanta attenzione è dedicata a quella sul lavoro? Nelle fabbriche e nei cantieri si muore più del doppio, 1300 salme l’anno, con fiammate anche spettacolari, come l’anno scorso alla Thyssent e l’altra settimana a Catania, con i telegiornali che lacrimano e i politici che portano i fiori della solidarietà e dell’indignazione da prima serata. Come mai il ministro Ignazio La Russa non ha ancora proposto l’impiego dei Bersaglieri a vigilanza dei cantieri? O quello dei Lagunari per stanare i reclutatori di manodopera clandestina? Gli operai liquidati per asfissia valgono meno di un tabaccaio ucciso per rapina?

E la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta? Perchè ci spaventano meno dei nomadi che lavano vetri, chiedono l’elemosina, rubano qualche portafoglio? E perché non ci allarma, ma anzi incassa consensi crescenti, un governo che organizza leggi contro i magistrati, dimezza i tempi delle prescrizioni, allestisce trappole contro le intercettazioni? Dovrebbero essere le incongruenze (e la potenza della propaganda) a farci un po’ di paura."
 
12 juin

Per la serie: la notizia giusta al momento giusto

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Riporto questa notizia di oggi apparsa su "La Stampa" per esorcizzare l'evento.
Lunedì tocca a me.
Ragazza porta sul banco degli imputati due oculisti
TORINO
Quando legge la formula di rito sulla testimonianza, in tribunale, Laura Giambusso inciampa sulle sillabe. Porta due lenti spesse e la voce è imbarazzata. Fratello e sorella l’attendono fuori dall’aula e sono preoccupatissimi: «E’ quasi diventata cieca, vede solo delle ombre, non riesce a leggere una parola intera».

Laura, 27 anni, al giudice Giorgio Gianetti spiega che si era sottoposta a due interventi con il laser per ridurre la sua miopia, ma che dopo l’operazione i suoi occhi hanno perso altre diottrie, invece di migliorare.

Sul banco degli imputati siedono gli oculisti Mario Fagiano e Fabrizio Pesce, difesi dagli avvocati Claudio Maria Papotti e Claudio Strata. Un replay per i due medici visto che pochi mesi fa erano stati chiamati in causa per un’altra vicenda molto simile a quella di ieri, ma il 17 aprile quel processo è finito bene: sono stati assolti dall’accusa di avere provocato danni alla vista di una paziente.

«Volevo cambiare le lenti a contatto - ricorda Giambusso -, andai dal dottor Fagiano, feci una visita presso il suo studio in piazza Carlina e l’oculista mi consigliò l’intervento presso il dottor Pesce: fui operata il 18 novembre 2004 dal Pesce nella clinica Stella Mattutina».

L’operazione fu eseguita con il laser secondo la tecnica PRK per procedere ad «ablazione di miopia». Sembrava fosse andato tutto bene: «Le prime settimane vedevo, sì vedevo».
«Dopo qualche settimana - riprende la giovane - ho cominciato a vedere male, peggio di com’era prima dell’intervento». Prima gli oculisti la invitano ad attendere, ci vuole tempo, «poi, mi hanno detto che c’era un’imperfezione e nell’aprile 2005, il dottor Pesce mi ha nuovamente operato, ma anche questa volta dopo poche settimane... ho perso altri gradi».

La ragazza si rivolse ad altri specialisti, anche a un oculista di Milano: la diagnosi fu assottigliamento dello spessore della cornea, e la causa venne fatta risalire all’intervento. L’avvocato della Giambusso, Mario Incardona, precisa che da - 6 diottrie la vista di entrambi gli occhi scese di molto, che il primo intervento costò 3 mila e 500 euro, che la speranza è di fare un trapianto di cornea.

Ora porta lenti a contatto? Chiede il giudice. «Non posso più portarle», risponde Giambusso.
Ed ecco la difesa dei due oculisti: «Nella chirurgia specialistica - spiega il legale del dottor Pesce, Strata - può capitare di venire denunciati, ma questo non significa aver violato il codice penale o essere effettivamente responsabili. Qui la paziente era stata messa al corrente dei possibili rischi, e il documento del consenso informato era completo. I periti chiariranno ogni cosa».

Dello stesso tenore la tesi del dottor Fagiano, per il quale riferisce l’avvocato Papotti: «Ci possono essere insoddisfazioni soggettive da parte del paziente, che in questo caso era informato e, infatti, ha rilasciato relativo consenso sul tipo di intervento, informata anche delle possibili conseguenze». Ieri sono ascoltati i testi, ora ci saranno perizie e controperizie. Il processo è stato aggiornato al prossimo 17 settembre.
10 juin

La vera emergenza italiana? Le intercettazioni

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L'argomento del giorno è l'ultima sparata di Silvio sulle intercettazioni, che in un paese sensato verrebbe percepita come una cosa di una gravità inaudita.
Per capire di che cosa si tratta ascoltate qui a destra cio chè ha detto in merito Travaglio ieri sul sito di Grillo.
Aggiungo anche un breve articolo di Sebastiano Messina comparso su "La Repubblica" di ieri.
 
"Cinque anni di carcere al giornalista che «propala» - come dice Berlusconi - le intercettazioni telefoniche sembrano una pena equa anche al leghista Castelli, secondo il quale i giornalisti sono una casta e dunque «se sbagliano devono pagare anche loro». Il ragionamento filerebbe anche, se non fosse per un piccolo dettaglio. Le firme di Berlusconi e di Castelli appaiono in fondo al decreto legislativo 61/2002 che trasforma il falso in bilancio da reato penale a illecito amministrativo. Cinque anni di carcere era esattamente la pena che rischiava fino a quel giorno chi alterava i conti della società. Grazie a quel decreto, la sanzione minima crollò a 15 giorni d' arresto. Se domani, poniamo, un giornalista pubblicasse l' intercettazione di un furbo imprenditore che ammette con l' amante di aver imbrogliato i suoi azionisti, il giornalista finirebbe in galera per cinque anni, il furbacchione se la caverebbe con 15 giorni. E la casta saremmo noi?" S.M.
7 juin

Precari da favola

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Ecco un bell'articolo di massimo Gramellini comparso su La Stampa di ieri.

Questa è la storia più avvincente del mondo. Dieci ricercatori italiani hanno realizzato un telescopio rivoluzionario che la Nasa manderà in orbita mercoledì prossimo da Cape Canaveral. A Houston lo chiamano Tiger Team, Squadra della Tigre: ragazze e ragazzi intorno ai 30 anni, laureati a Pisa in Fisica nucleare. Giovani, ottimisti, consapevoli di aver scelto un mestiere stupendo e di esportare la faccia sorridente dell’Italia. Il loro stipendio? 950 euro al mese.

Questa è la storia più avvilente del mondo. Un mondo dove un fisico nucleare che realizza telescopi per la Nasa guadagna 950 euro al mese, mentre quel manager telefonico che parlava per frasi fatte confondendo Waterloo con Austerlitz ne prende cento volte tanto. Il problema contro cui si sta inchiodando il liberismo è che non collega il salario al talento e all’impegno del lavoratore, ma alla commerciabilità del prodotto. E’ giusto che i compensi li faccia il mercato. Ma in questo mercato senza regole prevalgono sempre le pulsioni più basse: sesso, calcio, tv, cellulari. Il fisico dei telescopi guadagna cento volte meno del manager dei telefonini o del centravanti della Nazionale perché voi e io usiamo i telefonini e guardiamo le partite della Nazionale, mentre dei telescopi non sappiamo che farcene. Il giorno in cui quegli aggeggi servissero a scovare petrolio nel sistema solare o a rintracciare terzini sperduti nelle galassie, immediatamente il loro valore di mercato si impennerebbe, trascinando al rialzo anche lo stipendio del Tiger Team.

Torno a leggere le notizie di calciomercato sul telefonino, ma mi sento un verme.

2 juin

Bye bye Mancio

SANY0213
Capisco la delusione di qualche tifoso ma Mancini andava cacciato.
Ad ogni conferenza stampa non sopportavo più le sue invettive contro lo staff medico dell'Inter.
Non mi piaceva come trattava un'uomo della classe di Figo.
L'ultimo derby e le vergognose dichiarazioni post-partita non potrò mai scordarle.
Finalmente pure un certo Mihajlovic non farà più parte della società.
E' vero, ha vinto molto ma penso che il suo ciclo fosse terminato.
Ora Moratti fa la figura dell'idiota a mandare via un mister vincente, ma credo che Mancini abbia fatto di tutto per farsi mandare via a partire dalla sera dell'eliminazione con il Liverpool.
Ciao Mancio, ti saluta anche Debby.